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Malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson (PD) è una malattia neurodegenerativa associata a sintomi motori e non motori che riducono la qualità della vita e causano disabilità.1

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Dati e numeri
>6M

E oltre, le persone nel mondo affette da malattia di Parkinson.2

2:1

La malattia colpisce due uomini per ogni donna.³

230K

Circa, gli italiani con malattia di Parkinson.3

1/3

I pazienti in fase avanzata non adeguatamente controllati.3

Caratteristiche

Il Parkinson è una complessa patologia in cui la l entezza progressiva e l’asimmetria dei movimenti, la rigidità e il tremore sono legati alla formazione di aggregati contenenti α-sinucleina nei neuroni della substantia nigra.4

Questo processo comporta, infatti, la morte dei neuroni dopaminergici e la deprivazione della dopamina, il neurotrasmettitore che consente il controllo dei movimenti.3

Fattori di rischio

Età: è il fattore di rischio più significativo per lo sviluppo della malattia di Parkinson.5

Sesso: gli uomini risultano più colpiti rispetto alle donne.5

Genetica: sono stati identificati oltre 90 loci genetici che comportano un rischio di malattia.5

Tra questi si trovano alcuni polimorfismi e mutazioni del gene LRRK2*.*6

Fattori ambientali: l’esposizione a pesticidi, solventi e inquinamento atmosferico può contribuire allo sviluppo del PD .6

Fattori comportamentali: l’uso di tabacco e caffè può associarsi alla patogenesi.5

Trauma cranico: un trauma cranico da lieve a moderato, avvenuto decenni prima dell’esordio del Parkinson, può aumentare il rischio di sviluppare la malattia.7

Fattori-di-rischio
Sintomi

Nonostante nella malattia di Parkinson appaiano principalmente compromesse le funzioni che coinvolgono la mobilità, si manifestano praticamente in tutti i pazienti anche una serie di sintomi non motori.3,5

Spesso, inoltre, la malattia compromette anche le funzioni emozionali e psichiatriche.3

Sintomi motori:3,5

Tremore a riposo, rigidità, bradicinesia e instabilità posturale.

Sintomi non motori:5

Depressione, stitichezza, disfunzione urinaria, perdita di memoria, dolore e disturbi del sonno.

Sintomi
Come si sviluppa?

L’esordio della patologia si verifica intorno ai 68 anni negli uomini e ai 70 anni nelle donne. La malattia di Parkinson a esordio precoce, invece, può manifestarsi già a partire dai 20 anni.3

I sintomi motori classici compaiono precocemente e, in queste fasi iniziali, il tremore può presentarsi non solo a riposo, ma anche in postura e/o durante l’azione. 5,8

Anche i sintomi non motori sono frequenti fin dalle fasi iniziali ma, nella maggior parte dei casi, si presentano in forma lieve, aumentando di gravità con il progredire della malattia.5

Come-si-sviluppa

Patient Journey

Il patient journey dei pazienti con Parkinson è influenzato dal bisogno costante di supporto anche per semplici attività quotidiane come mobilità, gestione dei farmaci, sicurezza e relazioni.9

PREVENZIONE

Non essendo ancora del tutto noti i meccanismi alla base del Parkinson, è difficile indicare con precisione le misure da adottare per prevenirlo.3

La predisposizione genetica riguarda un sottogruppo relativamente limitato di casi.6

Anche per questo motivo, evitare i fattori di rischio ambientali e comportamentali è importante.5

Prevenzione
Prevenzione

Prevenzione

Non essendo ancora del tutto noti i meccanismi alla base del Parkinson, è difficile indicare con precisione le misure da adottare per prevenirlo.3

La predisposizione genetica riguarda un sottogruppo relativamente limitato di casi.6

Anche per questo motivo, evitare i fattori di rischio ambientali e comportamentali è importante.5

Numerosi studi hanno dimostrato che fattori ambientali, come pesticidi, inquinamento atmosferico e solventi industriali, possono aumentare il rischio di sviluppare il morbo di Parkinson. È quindi importante attuare strategie volte a ridurre l’esposizione a queste sostanze.5

Per quanto riguarda lo stile di vita, è noto che l’esercizio fisico regolare, la dieta mediterranea e il consumo di caffeina possano avere un effetto protettivo.5

Con il progredire della malattia, invece, la riabilitazione può contribuire a migliorare e mantenere il funzionamento e la qualità della vita, prevenendo le complicanze e minimizzando la disabilità a lungo termine.5

CONSAPEVOLEZZA

Spesso il primo sintomo della malattia di Parkinson è il tremore o scuotimento di un arto, specialmente quando il corpo è a riposo. Tipicamente, il tremore inizia da un lato del corpo, di solito in una mano. I tremori possono anche interessare le braccia, le gambe, i piedi e il viso.10

Consapevolezza
Consapevolezza

CONSAPEVOLEZZA

Spesso il primo sintomo della malattia di Parkinson è il tremore o scuotimento di un arto, specialmente quando il corpo è a riposo. Tipicamente, il tremore inizia da un lato del corpo, di solito in una mano. I tremori possono anche interessare le braccia, le gambe, i piedi e il viso.10

Altri sintomi caratteristici della malattia di Parkinson includono:10

  • Rigidità o irrigidimento degli arti e del tronco,
  • Movimenti lenti (bradicinesia) o incapacità di muoversi (acinesia),
  • Compromissione dell’equilibrio e della coordinazione (instabilità posturale).

Questi sintomi tendono a peggiorare lentamente nel tempo.10

ATTIVAZIONE

Non appena si riscontrano sintomi sospetti, è importante rivolgersi al proprio medico per iniziare a indagare sulle possibili cause.

La diagnosi precoce della malattia di Parkinson è di fondamentale importanza in quanto può migliorare la qualità della vita dei pazienti e portare a un risparmio sui costi di trattamento.11

Attivazione
Attivazione

ATTIVAZIONE

Non appena si riscontrano sintomi sospetti, è importante rivolgersi al proprio medico per iniziare a indagare sulle possibili cause.

La diagnosi precoce della malattia di Parkinson è di fondamentale importanza in quanto può migliorare la qualità della vita dei pazienti e portare a un risparmio sui costi di trattamento.11

Il percorso dei pazienti con Parkinson inizia tipicamente con una diagnosi clinica basata su criteri stabiliti dalla Movement Disorders Society supportata da esami di imaging, che negli ultimi anni hanno visto notevoli progressi tecnologici.12

Dopo la diagnosi, i pazienti vengono generalmente indirizzati a neurologi o specialisti dei disturbi del movimento, idealmente all'interno di un team interdisciplinare che include infermieri specializzati in Parkinson, fisioterapisti, logopedisti e terapisti occupazionali, psicologi e medici di medicina generale.12

DIAGNOSI

Diagnosticare il Parkinson non è semplice. Le caratteristiche cliniche della malattia, infatti, sono sovrapponibili a quelle di altre condizioni neurodegenerative.5

Diagnosi
Diagnosi

DIAGNOSI

Diagnosticare il Parkinson non è semplice. Le caratteristiche cliniche della malattia, infatti, sono sovrapponibili a quelle di altre condizioni neurodegenerative.5

n primo luogo, il neurologo formula un'ipotesi basandosi sulla storia clinica del paziente e valutando sintomi e segni neurologici.3

Da questo punto di vista, la diagnosi della malattia di Parkinson è altamente probabile in presenza di bradicinesia (lentezza anomala nei movimenti volontari) associata ad almeno uno dei seguenti segni/sintomi:13

  • tremore di una parte del corpo
  • rigidità muscolare
  • instabilità posturale

In base al singolo quadro clinico, il medico deciderà poi a quali ulteriori accertamenti sottoporre il paziente.3

Per confermare la diagnosi viene eseguito il test farmacologico con levodopa: il miglioramento dei sintomi con l’utilizzo di questa sostanza può indicare un’elevata probabilità della presenza della malattia di Parkinson.13

Gli esami di neuroimaging all’atto della diagnosi di PD vengono inclusi tra gli indicatori di un corretto processo diagnostico-assistenziale.14

Per escludere alcune condizioni che si manifestano con sintomi simili al Parkinson, può essere richiesto un approfondimento con la tomoscintigrafia cerebrale ad emissione di fotoni singoli (SPECT).13

L’utilizzo precoce di questa tecnica potrebbe ridurre il tempo necessario per arrivare alla diagnosi nei casi incerti.15

La risonanza magnetica cerebrale, invece, è un’indagine neuroradiologica che, all’esordio, ha lo scopo di escludere la presenza di altre patologie in pazienti affetti da sospetta malattia di Parkinson.13

TRATTAMENTI

Attualmente non esiste una cura definitiva per la malattia di Parkinson, ma sono disponibili diversi trattamenti che permettono di controllare i sintomi e migliorare la qualità di vita.6,16

Trattamenti
Trattamenti

TRATTAMENTI

Attualmente non esiste una cura definitiva per la malattia di Parkinson, ma sono disponibili diversi trattamenti che permettono di controllare i sintomi e migliorare la qualità di vita.6,16

Il trattamento è personalizzato e può includere terapie farmacologiche, chirurgiche, riabilitative e di supporto, spesso combinate tra loro.3,16

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica è il primo approccio quando i sintomi iniziano a interferire con la vita quotidiana. I principali farmaci agiscono aumentando o mimando la dopamina nel cervello e sono levodopa, agonisti della dopamina, inibitori MAO-B e COMT e duodopa. 16

Intervento chirurgico

La stimolazione cerebrale profonda è indicata solo in alcuni casi. Consiste nell’impianto di elettrodi collegati a un neurostimolatore sottocutaneo.3,16

Trattamenti riabilitativi e di supporto

Tra questi troviamo la riabilitazione fisioterapia, terapia occupazionale e logopedia.16

La consulenza nutrizionale può essere utile nella gestione di sintomi come costipazione e perdita di peso.16

Trattamento dei sintomi non motori

I sintomi come depressione, disturbi del sonno, sudorazione eccessiva, incontinenza urinaria e disturbi cognitivi possono richiedere trattamenti sia farmacologici che non farmacologici.16

Terapie complementari

Agopuntura e fitoterapia.16

ADERENZA E ASSISTENZA CONTINUATIVA

L’aderenza indica il trend con cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardo a tempi, dosi e frequenza nell’assunzione della terapia farmacologica.17

Aderenza
Aderenza

ADERENZA E ASSISTENZA CONTINUATIVA

L’aderenza indica il trend con cui il paziente segue le raccomandazioni del medico riguardo a tempi, dosi e frequenza nell’assunzione della terapia farmacologica.17

Una scarsa aderenza alle prescrizioni mediche è la principale causa di non efficacia delle terapie farmacologiche.17

Ogni terapia, inoltre, viene personalizzata e monitorata nel tempo dal medico per bilanciare efficacia e tollerabilità.16

GE offre diverse soluzioni tecnologiche a supporto delle persone con Parkinson

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Bibliografia

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JB03511IT December 2025